Tomo Hirai

L’incontro poetico tra ceramica e legno, tra Italia e Giappone

Con oltre cinquant’anni di attività tra l’Italia e il Giappone, Tomo Hirai ha dedicato la propria vita alla ceramica, attraversando culture, materiali e tecniche con sensibilità e coerenza. La sua ricerca, inizialmente focalizzata su grès e porcellana, si è gradualmente trasformata sotto l’influenza del contesto italiano — e in particolare della città di Faenza, patria della faience, ovvero la maiolica.

Tomo Hirai

Già nel 1972, in giovane età, Hirai approda in Italia per lavorare a Roma nello studio del celebre Nino Caruso, figura centrale della ceramica contemporanea, a cui il MOMAK (The National Museum of Modern Art di Kyoto) ha dedicato una mostra antologica nel 2020.

Da lì seguono le prime partecipazioni al Premio Faenza, dove espone opere scultoree dal linguaggio vibrante e innovativo, oggi custodite nelle collezioni del MIC (International Museum of Ceramics) di Faenza.

Il suo lavoro più recente è un dialogo armonico tra due antiche tradizioni: la maiolica italiana e il Magewappa, sofisticata tecnica giapponese di curvatura del legno nata nella città natale dell’artista, Odate, e documentata sin dal X secolo. Questo connubio culturale tra Faenza e Odate prende forma in opere dal linguaggio unico e sorprendente.

Tomo Hirai

Le creazioni di Tomo Hirai si distinguono per la loro eleganza sobria: maioliche dai toni chiari e dalle superfici finemente smaltate si innestano nel caldo abbraccio del cedro di Akita, scolpito secondo i canoni del Magewappa. Ne emergono piatti e vassoi che trascendono la funzione d’uso, trasformandosi in opere contemplative, quasi pittoriche. Le tonalità leggere, i segni minimali, l’essenzialità formale: tutto concorre a generare un’estetica silenziosa, ma potentemente evocativa.

Questa fusione tra saperi distinti dà vita a un progetto artistico autenticamente contemporaneo. È un incontro tra due civiltà lontane, che diventa fertile terreno di innovazione e di nuova esperienza estetica. In un mondo che corre veloce, Odate Magewappa ci invita a rallentare, ad apprezzare la maestria artigianale e a riscoprire il lusso discreto dei materiali naturali plasmati dalle mani dell’uomo.

Biografia

Nato nel 1947 ad Amagasaki, vive e lavora a Faenza e a Tokyo.

Laureato all’Università dell’Educazione di Osaka e all’Istituto Municipale di Ricerca Industriale di Kyoto. Lavora come assistente di studio di Nino Caruso a Roma nel 1972-74 e poi prosegue la formazione all’Istituto d’Arte per la Ceramica Ballardini di Faenza. Ottiene la Borsa di studio del Governo Italiano nel 1976.

Negli anni ’80 tiene diverse mostre individuali e fa parte del famoso gruppo “La nuova Ceramica” negli anni 1982-986. Coordinatore artistico.

Collezione pubblica

  • Museo Nazionale d’Arte Moderna (Tokyo)
  • Museo Nazionale d’Arte Moderna (Kyoto)
  • Museo d’Arte Ceramica Contemporanea (Gifu)
  • Museo della Ceramica Orientale (Osaka)
  • Museo Internazionale delle Ceramiche (Faenza)
Mostre e premi selezionati
  • 1972: Invitato a partecipare al Primo Simposio Internazionale di Arte Ceramica a Bassano del Grappa.
  • 1978: Premio alla Mostra Internazionale della Ceramica, Grottaglie.
  • 1979-1982: Premiato alla Mostra Internazionale della Ceramica d’Arte di Faenza.
  • 1991: Premio “Abitare con Arte”, Milano.
  • 1995-96: Artista invitato, Museo della Ceramica di Shigaraki, Shigaraki.
  • 2004-2005: Artista invitato, Seto city, Expo Aichi.
  • 2019: 40° anniversario dell’affiliazione tra Toki e Faenza, riceve una lettera di apprezzamento da enbrambe le città.
  • 2022: Mostra personale all’Atelier Hiro, Osaka e al Wako, Ginza in occasione del 50° anniversario della sua carriera in Italia. Riceve un premio dal Ministro degli Affari Esteri del Giappone per il suo contributo di lunga data allo scambio culturale tra Italia e Giappone.
  • 2024: Progettazione e coordinamento presso Fuori Salone, Milano.